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giovedì, 23 novembre 2006

Your name is Palestina...

Beirut, '80...morti e sangue

...E questa donna l'ho conosciuta e ho dovuto trattenere le lacrime.

Beirut; un anno fa, era un paese in ricostruzione anche se ancora si respirava la polvere da sparo. Giorno e notte militari armati ovunque e filo spinato; ricordo ancora quando ci trattennero i passaporti...

Beirut, oggi, l'inferno, le fiamme che ti bruciano dall'interno perchè sei vivo ma i tuoi cari non esistono più e forse avresti preferito morire anche tu, e forse un giorno una luce si sprigionerà dal tuo cuore facendo esplodere tutta la tua rabbia.

Beirut, oggi, per qualcuno una terra lontana anche se ci vivi; una terra lontana perchè non la calpesterai più anche se la respiri. Quel qualcuno ha un nome,

è Mohamed Samir

un bambino palestinese di undici anni, vive nel
campo profughi di Rachidiyah in Libano, è¨ stato ferito insieme a suo padre
durante la guerra di questa estate due giorni prima del cessate il fuoco
mentre erano andati a procurarsi provviste per la famiglia. Ambedue hanno
riportato gravi ustioni, il padre è stato ferito gravemente al piede ed al
bambino sono state amputate le gambe.
Padre e figlio sono stati ricoverati in un ospedale della zona, ma lo stato del
bambino si è aggravato a causa della mancanza di materiale medico e
della impossibilità  di fornire le terapie necessarie. Il bambino è stato poi
trasferito all'ospedale di Beirut.
Il problema sorgerà  dopo la dimissione del bambino dall'ospedale poichè, a
causa del suo stato di salute avrà  bisogno di cure mediche permanenti. Mohamed
avrà  bisogno di essere seguito dal lato sanitario, sociale e psicologico e
dovrà  continuare i suoi studi per vivere una vita normale come qualsiasi
bambino della sua età . In Libano non esiste nessuna istituzione in grado di
supportarlo per un lungo periodo.
Attualmente la famiglia non ha mezzi di sostentamento,  la madre vorrebbe
lavorare ma assiste Mohamed all'ospedale di Beirut, e non può più lasciarlo
solo a causa del suo grave stato psicologico e di salute, mentre il padre, che
è su una sedia a rotelle, insieme ai cinque fratelli di Mohamed è al campo
profughi di Rachidiyah nel sud del Libano.
Il caso ci è stato segnalato dall'Associazione Najdeh, organizzazione che
opera dal 1978 in molti campi profughi palestinesi del Libano, che sta aiutando
Mohamed reperendo fondi per le sue cure.

Per sostenere Mohamed è stato aperto un conto corrente bancario(*) di
sottoscrizione che sarà  presentato nell'ambito dell'incontro con Raida
Hatoum (responsabile relazioni internazionali dell'Associazione Najdeh)
organizzato dalle Donne In Nero  alle 18.00 del 28 novembre 2006 al Palazzo
delle Arti a Napoli, Via dei Mille.

L'iniziativa proseguirà  alle ore 20.30 con una cena di sottoscrizione per
Mohamed presso la Trattoria da Fefè a Bacoli.
La sottoscrizione prevista sarà  di euro 30, si prega di confermare la propria
adesione inviando una e-mail all'indirizzo
ihsane1974@hotmail.com o ad
info@novenove.it o telefonando ai numeri 3293454734 o 3357625310.
Trattoria da Fefè, Case Vecchie, Bacoli. Tel. 0815233011



Associazione Culturale Libera Informazione
Via Toledo 106 - 80134 Napoli
Tel.0814201262


(*) Conto corrente bancario n 119373 intestato a C.I.E.L.M.
Banca Popolare Etica filiale di Napoli
ABI: 05018 , CAB: 03400 , CIN: J , Causale: Pro Mohamed



postato da: dabol alle ore novembre 23, 2006 23:14 | link | commenti (2)
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martedì, 21 novembre 2006

Riflessioni di notte

Come vorrei tornare indietro...Quando la musica aveva un senso; quando si cantava nei campi per sapere che una speranza di una vita migliore c'era, sublimazione della musica e non commercio, come la merda pressata che si vende oggi, altro che dischi!

Ci sono stati tempi in cui si cantava di strani frutti che pendevano dagli alberi, tempi in cui la musica era cuore e significato, non come ora. Parlo da disilluso anche se spero un giorno di poter amare ancora la musica come prima e non guardare a lei come a una donna che col tempo è cambiata e mostra di sè anche le parti peggiori. No...quella donna è sempre la stessa ma soffre del cambiamento dei tempi, è cambiata con la vita, che è cambiata attorno a sè.

UNO STRANO FRUTTO---Billie Holiday

Gli alberi del Sud danno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Neri corpi impiccati oscillano alla brezza del Sud,
Uno strano frutto pende dai pioppi.

Una scena bucolica del valoroso Sud,
Gli occhi strabuzzati e le bocche storte,
Profumo di magnolie, dolce e fresco,
Poi improvviso l’odore di carne bruciata.

Ecco il frutto che i corvi strapperanno,
Che la pioggia raccoglierà, che il vento porterà via,
Che il sole farà marcire, che gli alberi lasceranno cadere
Ecco uno strano ed amaro raccolto.


postato da: dabol alle ore novembre 21, 2006 01:50 | link | commenti (6)
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lunedì, 20 novembre 2006

kome la lava...

Come la lava che scorre nelle viscere della terra per poi venire a galla e travolgere, così cercheremo di tenere fede alla nostra natura musicale, sismica e rivoluzionaria!

Stiamo lavorando per voi...Il pusher musicale non si ferma! SPACCIO DI RITMICA GARANTITO!...

RIMANETE SINTONIZZATI


postato da: dabol alle ore novembre 20, 2006 01:39 | link | commenti
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martedì, 14 novembre 2006

L'amico di famiglia

locandina L'amico di famiglia

 

L'autore de "Le conseguenze dell'amore" mette a segno un'altro capolavoro.

Anche in questo caso il protagonista è l'amore ma non nel senso che normalmente gli si attribuisce; l'amore qui è l'usura, la consumazione dei corpi come delle coscienze, l'abbrutimento dell'anima, l'amore è legame meccanico, diventa un'oggetto di scambio, come il danaro; do ut des...Sarà nella catarsi del protagonista che tutto avrà un senso e che l'amore ritroverà la sua giusta collocazione a patto però di fare i conti con la realtà.

In questo film non vincono i sentimenti, l'amore perde o meglio viene perduto; forse però è meglio perchè, forse, gli amori perduti sono più vivi di quelli presenti.

4est

 


postato da: dabol alle ore novembre 14, 2006 01:30 | link | commenti (4)
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sabato, 11 novembre 2006

Sotto accusa...


postato da: dabol alle ore novembre 11, 2006 19:04 | link | commenti
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domenica, 05 novembre 2006

Altre interessanti niuz

"Super shot" il video dei Dabol

IN ROTATION SU ROCK TV (SKY-satellitare)

su due programmi: Italians do it better (I.D.I.B.) e Discovery

http://www.myspace.com/rocktvitaly

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DABOL al PREMIO VIDEO CLIP ITALIANO

 Il video di SUPERSHOT è stato scelto tra 180 video indipendenti per concorrere all'assegnazione del

"PREMIO VIDEOCLIP INDIPENDENTE" - 8° Edizione (MI)

 per leggere le info andate sulla sezione NEWS di www.dabol.net

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Lunedi 6 NOV

INTERVISTA SU RADIO CITTA' FUTURA - Roma

ORE 18.30 A "BUFALO BILL" SINTONIZZATEVI SU 97.7 (RM)

O SEGUITE ON LINE!  http://www.radiocittafutura.it/home/home.asp 


postato da: dabol alle ore novembre 05, 2006 22:17 | link | commenti (3)
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mercoledì, 01 novembre 2006

Napoli punto e basta

A volte mi verrebbe voglia di mettere solo un punto dopo il nome della mia città perchè ormai troppe parole sono state spese e forse ora sarebbe davvero il momento dei fatti.

8 morti in otto giorni, questo il bilancio di una settimana di fuoco per le strade di napoli e provincia! Troppi per poter dire ancora "vedi Napoli e poi muori" con quell'accezione che le era propria: vedi napoli e il resto non conta più, tale la bellezza e il sentimento che pervadono lo spettatore dinanzi a questo luogo...Oggi il significato è sicuramente diverso e purtroppo la frase va intesa in senso stretto!

Napolitano parla tristemente sui giornali di una città che per riprendersi ha bisogno di qualcosa in più che una militarizzazione coatta, qualcosa che nasca dal basso, qualcosa che ripeschi ciò che c'è di buono nei napoletani costretti a confrontarsi ogni giorno con una realtà difficile, costretti a dover scegliere tra sopraffare o essere sopraffatti.

Matilde Serao nel "Ventre di Napoli" già sottolineava l'importanza della necessaria attuazione di un piano di emergenza per risollevare le sorti del suo amato popolo. Non bastava "sventrare Napoli" per sfuggire al cupo periodo del colera e ridare ai cittadini il respiro che a loro era stato tolto. Bisognava andare a fondo, scoprire le piccole realtà dei vicoli, rendersene conto da vicino e poi mettere a punto un sistema di partecipazione sociale tale da iniziare il "recupero" del paese in ombra, della città nella città...Ma cazzo era la fine dell'800 e oggi siamo allo stesso punto!

Il rischio è anche la spettacolarizzazione di tutto ciò. Che rapine e violenza, loschi traffici e sopraffazione diventino folklore e passino attraverso un processo di normalizzazione e di accettazione collettiva quasi a voler affermare che in fondo Napoli è bella anche per questo perchè così fa spettacolo! Ciò confermato tutti i giorni dai vari caroselli pubblicitari dove si cerca la napoletanizzazione a tutti i costi!!

Se un cittadino ha voglia di cambiare si ritrova a fare i conti con l'"altra" legge, quella del "sistema" della nuova camorra senza che lo Stato possa aiutarlo come il caso di Roberto Saviano. Ma chi è lo Stato se non le persone stesse che lo compongono e come credete si possa sentire un'essere umano abbandonato dallo Stato, abbandonato dalle persone che compongono lo stesso e perciò abbandonato dalla sua gente? Due sole le scelte obbligate: o combattere per la giustizia oppure difendere l'"altra" giustizia, quella sommaria, personale, camorrista, quella per cui un ragazzo scende per strada con un coltello in tasca ed uccide un coetaneo per una banale gelosia...

...O stai con loro o contro di loro, non esistono mezze misure

Napoli sole e pioggia, amore e odio, bene e male, Napoli piazze e vicoli, sorriso e pianto...Napoli doppia, napoli dabol...

daniele 4est (il rastenopeo)


postato da: dabol alle ore novembre 01, 2006 14:33 | link | commenti (8)
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